Soggetti, dimensioni e parole nell’etica del governo del territorio

Soggetti, dimensioni e parole nell’etica del governo del territorio

Categoria: Contributi in atti di convegni
Anno: giugno 2018
In: Per un’etica nella e della pianificazione del territorio. “Tra il dire e il fare”, notiziario dell’Archivio Osvaldo Piacentini, N. 2(5)

«Il tema solleva molte domande: cos’è il territorio? cos’è un governo “etico” del territorio? in base a quali parametri lo valutiamo? Cosa è oggi una città, dove l’aria non rende più liberi (“Stadt mach frei”), ma avvelena corpi e anime, dove si aggirano “sciami inquieti di consumatori” (Bauman)?

Chiariamo intanto che stiamo parlando di uno spazio abitato, cioè di “luoghi” dotati di “significati”. Non è una tabula rasa, un foglio di carta su cui tracciare ex novo la pianta di una Brasilia. Finiti i tempi delle città nuove medievali e essendo da noi impraticabili (oltre che non auspicabili) le nuove città cinesi o emiratine – rutilanti, ipermoderne e pseudosostenibili, parliamo di etica e governo del territorio con un occhio alla mal-sviluppata Italia, cresciuta all’insegna del consumo di suolo e di un modello cemento e trasporto su gomma, e un occhio alla Costituzione che ha compiuto 70 anni e che “tutela il paesaggio” (paesaggio che è fatto anche di odori, suoni, volti, vesti, colori, alfabeti, cupole e minareti).

Amministratori pubblici tra l’incudine delle risorse scarse e il martello di interessi affaristici, esperti (urbanisti, sociologi, economisti, ma anche antropologi, epidemiologi, meteorologi,…), cittadini (attivi, inattivi, ignavi, arrabbiati, delusi,…), parti sociali devono fare i conti, ad esempio, con i nuovi confini spaziali e temporali (e anche di specie e di mondi) dei territori…»

Argomenti

Ambiente | Ambiente, sostenibilità, territorio | Educazione scuola università | sostenibilità | territorio | Trasformazioni e processi socioeconomici della società contemporanea